MONITORAGGIO INVERNALE DEL SANTUARIO PER I CETACEI

La campagna di monitoraggio invernale dell’area Pelagos è parte del nostro committment preso con Ocean Action Hub e i risultati sono pubblicati sulla piattaforma dedicata delle Nazioni Unite.  https://oceanconference.un.org/commitments/?id=28447


Quest’inverno abbiamo monitorato una porzione del santuario Pelagos fra le piu interessanti, ovvero, il mare afferente la costa ligure, nell area marina al largo di Capo Mele e Capo dell’Arma. Ringraziamento speciale a Città di Imperia e Go Imperia s.r.l. per il sostegno logistico offerto


La vocazione per la Vela e la cultura marinara, l’attenzione per la ricerca e la sfida ecologica della Città di Imperia sono note internazionalmente: basti pensare all’appuntamento annuale con le Vele d’Epoca, alle molteplici attività dello Yacht Club, dell’Istituto Nautico Andrea Doria, del Museo Navale e di Assonautica, senza dimenticare tutte le attività di ricerca svolte dagli istituti scientifici internazionali che trovano qui, nel cuore del Santuario Pelagos, nelle aque afferenti la Città di Imperia, le migliori occasione di studio
sulle balene e i delfini.  Degni di nota sono anche la cortesia e la professonalità dei Marinai e del personale, che rendono il porto Maurizio di Imperia uno degli approdi più sicuri del Mediterraneo.  ndr


“Palle di mare” e banquettes sulla spiaggia d’Oro di Imperia

Dopo ogni mareggiata nobilita le spiagge di Imperia ricoprendole delle cosiddette “banquettes” e di egagropili, dette anche “palle di mare”.


Si tratta dell’organismo più longevo del pianeta, un tesoro verde sommerso nelle nostre acque: è la Posidonia oceanica, una pianta acquatica di grande valore per l’ecosistema marino la cui presenza è indice di alta qualità ambientale e di un mare vivo e pulito.


E’ l’organismo più longevo del pianeta, con un’età media attorno ai 100.000 anni. E’ un tesoro verde sommerso nelle nostre acque. E’ presente solo nel mar Mediterraneo dove occupa un’area intorno al 3% del fondale marino, pari a circa 38.000 km2. Si sviluppa principalmente ad un metro e mezzo di profondità e in caso di acque particolarmente limpide, la si può ritrovare in fondali di 40 mt. Il posidonieto rappresenta l’ecosistema più importante del mar Mediterraneo: una foresta sottomarina che costituisce l’habitat ideale per più di 400 specie marine vegetali e circa 1000 specie animali, alle quali offre cibo e rifugio.

Grazie alla fotosintesi clorofilliana, la Posidonia produce gran parte dell’ossigeno necessario alla vita marina. Un vero e proprio polmone verde sommerso, 2,5 volte più potente della Foresta Amazzonica, fondamentale per combattere il riscaldamento climatico.  Questa pianta ha un ruolo importante nel contrastare l’erosione costiera, poiché, consolidando il fondale sotto costa, crea una naturale barriera sottomarina che rallenta il moto ondoso e smorza la forza delle correnti, prevenendo così la riduzione dei litorali sabbiosi. Anche sottoforma di resti spiaggiati dalle mareggiate, la Posidonia oceanica è un’inestimabile risorsa: la biomassa prodotta dalla degradazione delle foglie è alla base delle catene alimentari costiere.

Il deposito di materiale vegetale che si forma sulle spiagge, le “banquettes”, crea un ecosistema complesso popolato da crostacei detritivori e insetti, principalmente stadi larvali di Ditteri, ma anche predatori come i Coleotteri e i Dermatteri. Oltre ad offrire un generoso banchetto per questi organismi, le banquettes proteggono il litorale perché, attenuando l’azione delle onde, permettono alla sabbia di depositarsi ed essere trattenuta.

Solo in tempi recenti si è iniziato a considerare la Posidonia spiaggiata come un rifiuto e a rimuoverla meccanicamente dalle spiagge (sottraendo sabbie dalle coste già impoverite), sia per recuperare mq di litorale, fondamentali durante la stagione balneare, sia perché dà un senso estetico di degrado. Tuttavia, sin dall’antichità la biomassa di Posidonia era utilizzata come materiale isolante per i tetti, materiale da imballaggio di oggetti fragili e per l’imbottitura di materassi e cuscini, come materiale concimante per la formazione di suolo fertile. Le foglie secche erano utilizzate come lettiera per il bestiame e in farmacologia per la preparazione di integratori alimentari per animali e per curare irritazioni e infiammazioni.

Negli ultimi anni hanno preso piede alcuni progetti che vedono come protagonista proprio la Posidonia oceanica, per proteggerla: il progetto Life Seposso, che ha ripopolato circa 1600 mq nella zona dell’isola di Ischia con un’altissima percentuale di sopravvivenza e un tasso di riproduzione pari a sei volte le talee trapiantate. Altri progetti stanno riscoprendo le numerose applicazioni di questa pianta, dai prodotti per il design alla produzione di carta e polimeri biodegradabili, senza dimenticare gli utilizzi cosmetici e erboristici. Per esempio Medonia, un progetto nato per trovare una soluzione alla questione dello spiaggiamento attraverso il “recupero attivo” della biomassa con la quale realizzare sacche con la funzione di sedute e stuoie da spiaggia che, alla fine della stagione, vengono svuotate per far tornare i resti vegetali al mare. La Posidonia può essere usata anche come isolante, in quanto non è infiammabile per via del suo alto contenuto di silicio, è lenta a imputridire ed è a prova di pulci; mescolata con l’argilla viene usata come riempimento in un certo tipo di edilizia come, per esempio, delle dighe olandesi. Viene anche usata come isolante acustico.

La Posidonia oceanica è oggi minacciata da numerosi fattori, primo fra tutti l’aumento delle temperature ma anche l’inquinamento, la pesca a strascico, il raschiamento sul fondale delle ancore delle imbarcazioni da diporto e altre attività umane.

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La prossima volta che la incontrate,
ricordatevi che la Posidonia spiaggiata è preziosa
ed è la miglior garanzia di un mare vivo e pulito.

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Report attività 2018



Operazione Delphis 2018

La 22^a edizione dell’operazione Delphis ha registrato un nuovo successo con oltre 300 imbarcazioni partecipanti. Partendo da un grande numero di punti d’osservazione simultanei e distribuiti lungo le coste italiane e di altri paesi del Mediterraneo, il 15 luglio scorso gli equipaggi di Delphis hanno realizzato una nuova “foto istantanea-panoramica” della superficie del mare, preziosa per la comunità scientifica. Due segnali sono particolarmente positivi: la partecipazione di imbarcazioni oltre che dalle coste della nostra penisola e della Francia mediterranea, dai porti e dai Marina delle coste del Marocco, della Tunisia, della Spagna, dalla Croazia, della Slovenia e della Grecia; e l’utile collaborazione fra comunità scientifica e il mondo della nautica, sempre piu concreta.  Infatti, i dati raccolti dalla flottiglia di Delphis sono stati trasmessi all’Istituto Tethys, l’importante istituto di ricerca sui cetacei in Italia, per il progetto “Cetacei, FAI attenzione” organizzato in collaborazione con il fondo “FAI per l’ambiente”.
I dati raccolti grazie all’impegno dei diportisti acquistano così un maggior senso di utilità.

(Clicca qui per il report completo dell’Operazione Delphis 2018)


Educazione ambientale

La Formazione Delphis è parte integrante delle nostre spedizioni in mare: 23 corsi sono stati svolti nel 2018 a bordo di Physalie e 14 presso le scuole e le sedi dei diportisti. Conoscere e riconoscere le diverse specie di cetacei e sapere come comportarsi in loro presenza è un elemento fondamentale per condurre con successo e senza disturbare, l’osservazione di questi animali in natura.


Plastica, inquinamento e pulizia del mare

Ancora una volta gli equipaggi all’Operazione Delphis 2108 hanno dato il loro contributo alla rimozione dei rifiuti in mare: 34 equipaggi hanno rimosso dalla superficie plastiche, oggetti da spiaggia, involucri, bottiglie, sacchetti etc.  Sin dal 1995 Battibaleno rimuove dalla superficie del mare plastiche e altri rifiuti galleggianti per preservare la bellezza del mare.  Come tutti sappiamo, in questi ultimi decenni la plastica è stata utilizzata con grande leggerezza e oggi è diventata un vero problema per la salute dei mari ed ha contaminato anche l’uomo e i pesci che mangiamo. E’ divenuto quindi estremamente importante agire tutti d’urgenza, individualmente, con in nostri piccoli gesti quotidiani.

“Ogni oggetto di plastica recuperato dal mare
è una minaccia in meno per i suoi abitanti
e per la salute di tutti noi”

 

Nel 2018, abbiamo organizzato, con la collaborazione di una primaria società di lavori sottomarini, la rimozione di circa 9 tonnellate di piombo che costituivano la chiglia di un grande veliero in legno, individuato da un sommozzatore nella rada di Villefranche sur Mer e naufragato oltre 6o anni or sono.


Monitoraggio cetacei

Anche nel 2018 abbiamo proseguito la nostra annuale campagna di monitoraggio cetacei secondo il metodo del transect lineare e della foto identificazione, per dare il nostro contributo alla compilazione del report nazionale destinato all’International Whaling Commission.

Il 2018 sarà ricordato per l’abbondanza di osservazioni di cetacei, specialmente nell’area Pelagos. Ovviamente navighiamo a vela, aprendo a tutti la possibilità di partecipare alle nostre crociere di avvistamento cetacei, cercando di far comprendere agli appassionati e ai curiosi, che il ”percorso”(ciòè la preparazione all’esperienza di navigazione a vela verso l’orizzonte marino, è importante, formativo ed emozionante quanto l’ ”obiettivo”, cioè l’avvistamento dei cetacei. E’ sempre un piacere e motivo di soddisfazione poter condividere l’emozione di chi, per la prima volta, osserva i cetacei in natura.

Grampus griseus – foto amg /battibaleno


Velaterapia

Inizialmente nata per sostenere, nel quadro di un percorso terapeutico più ampio, I ragazzi in età difficile, la Velaterapia, che la nostra associazione ha introdotto in Italia nel 1997, allarga la propria sfera d’azione sociale e culturale, rivolgendosi anche a uomini e donne con difficoltà comportamentali, inserimento e problemi di autostima. La navigazione a vela, svolta nel rispetto delle regole della vita di bordo, si è rivelate anno dopo un ottimo mezzo di supporto terapeutico, come dimostrano i risultati ottenuti coi nostri equipaggi che hanno ritrovato, affrontando il mare, in contatto diretto con la natura, la fiducia in sé stessi, il piacere e la capacità di collaborare con gli altri.

foto amg/battibaleno


 

Ocean Action Hub: un’azione globale per proteggere il mare

Battibaleno partecipa attivamente a
OCEAN ACTION HUB
il progetto delle Nazioni Unite
nato dalla Ocean Conference 

I paesi di tutto il mondo si sono impegnati a raggiungere gli “Obiettivi Globali” (Obiettivi di Sviluppo Sostenibile o SDG) entro il 2030. Il SDG 14 ha come focus la conservazione di mari ed oceani, la tutela dei suoi ecosistemi e l’utilizzo sostenibile delle risorse marine.


Ocean Action Hub è una piattaforma di conoscenza globale per condividere le conoscenze e orientare l’azione verso l’attuazione dell’obiettivo 14 – Life Below Water. L’Ocean Action Hub è stato lanciato per sostenere la prima Conferenza oceanica dell’ONU tenutasi nel giugno 2017 presso la sede delle Nazioni Unite. Al termine della Conferenza, una richiesta pubblica d’intervento ha riscosso e raccolto oltre 1.400 adesioni volontarie, inoltrate da governi, organizzazioni locali, enti privati e comunità per supportare il raggiungimento dei traguardi prefissati. 

Gli oceani del mondo – la loro temperatura, la chimica, le correnti e la vita – guidano i sistemi globali che rendono la Terra abitabile per l’umanità. Il modo in cui gestiamo questa risorsa vitale è essenziale per il futuro dell’umanità.

L’oceano copre quasi i tre quarti della superficie terrestre e contribuisce in modo sostanziale allo sviluppo umano, inclusa la fornitura di sicurezza alimentare, trasporti, approvvigionamento energetico, turismo e molte delle necessità più importanti del pianeta, tra cui la regolazione del clima e la produzione di ossigeno.

Eppure, oggi si stima che il 40% dei nostri oceani sia pesantemente colpito da pratiche insostenibili, tra cui pesca eccessiva, fonti di inquinamento terrestri, distruzione degli habitat, specie invasive e cambiamenti climatici, in particolare l’acidificazione degli oceani.

L’obiettivo di sviluppo sostenibile 14 – Life Below Water – imposta un piano d’azione universale per #SaveOurOcean. Gli obiettivi dell’SDG-14 sono molto ambiziosi e probabilmente non verranno rispettati da molti paesi se una grande spinta non avrà luogo a livello globale a partire dalle organizzazioni e coinvolgendo gli individui. La maggior parte degli obiettivi dell’SDG-14 ha una scadenza del 2020.

Gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile – o Obiettivi Globali – rappresentano lo sforzo collettivo più audace di sempre per migliorare la qualità della vita, garantendo nel contempo la protezione della Terra per le generazioni presenti e future. Sono stati concordati da tutti i 193 stati membri delle Nazioni Unite in un accordo storico per un futuro migliore che non lascia nessuno alle spalle.

L’attuazione dell’SDG 14 non è solo una responsabilità dei governi nazionali. I cittadini impegnati possono svolgere un ruolo importante. La partecipazione dei cittadini è una chiave per fare leva sui governi per rispettare gli impegni SDG, ma anche per contribuire a mettere in pratica azioni nelle comunità, nelle città e nei paesi per invertire le sfide affrontate dall’oceano.


Solo unendo e moltiplicando gli sforzi possiamo raggiungere risultati concreti.

#SaveOurOcean


 

 

 

 

L’ATTIVITÀ DEI CETACEI E LE IMBARCAZIONI DI PASSAGGIO

L’ATTIVITÀ DEI CETACEI
E LE IMBARCAZIONI DI PASSAGGIO



Durante il periodo estivo i cetacei hanno spesso l’occasione d’essere avvicinati dalle
imbarcazioni dei diportisti. Se questo avvenimento procura un reale piacere agli occupanti
delle imbarcazioni, la reazione dei cetacei è molto variabile: dipende dalla specie,
dalla composizione del gruppo, dalla sua attività del momento, dalle modalità d’approccio dell’imbarcazione.
L’Associazione Battibaleno ha condotto uno semplice studio specifico a questo
aspetto della protezione dei Cetacei.  (pdf)


Migliora il tuo modo di andar per mare:
http://www.battibaleno.it/wp-content/uploads/2014/06/Ammirare-e-identificare-i-cetacei-nel-Mediterraneo.pdf



RISULTATI OPERAZIONE DELPHIS 2018

(Note per la stampa)

OPERAZIONE DELPHIS 2018

Venite a scoprire un nuovo modo di navigare

Presentati oggi al Salone Nautico di Genova, al Sailing World-Teatro del Mare, i risultati dell’Operazione Delphis 2018, per il censimento dei cetacei nel Mediterraneo.  L’Operazione Delphis, organizzata dall’associazione Battibaleno e giunta alla 22esima edizione, si è svolta lo scorso luglio 2018 nelle acque del Santuario dei cetacei Pelagos, fra Liguria, Corsica e Provenza, e nelle acque di altri stati del mare Mediterraneo.

Si è trattato di un’edizione in chiaro-scuro, per i risultati conseguiti e i fenomeni osservati, e non soltanto perché l’applicazione e-Delphis, messa a disposizione dei partecipanti della manifestazione ha dovuto alzare bandiera bianca di fronte alla maggiore diffusione dei social network più popolari.

Si sono avuti equipaggi iscritti da Italia, Francia, Tunisia, Grecia, Slovenia, Croazia, Malta, cioè gran parte delle nazioni del Mediterraneo che sono in pace. «La protezione di delfini e balene – afferma il presidente di Battibaleno, Alberto Marco Gattoni – nei nostri sogni vorrebbe essere un veicolo di pace e la loro tutela un obiettivo comune per i paesi affacciati sul Mediterraneo».

Operazione DELPHIS 2018

Iscritti 282, fra cui 248 Imbarcazioni a vela, 24 gommoni e 10 piccole imbarcazioni a motore.

Le 137 Schede delle osservazioni restituite dagli equipaggi confermano la presenza di tutte le specie comuni del Mediterraneo: 49 osservazioni di cetacei, fra cui 1 gruppo di globicefali (10 individui circa), 2 gruppi di grampi (8 individui circa), 2 gruppi di delfini comuni (13 individui circa), 7 di balenottere comuni (17 individui circa, 7 dei quali mostravano sul dorso e sulla pinna dorsale segni di impatto con eliche di imbarcazioni o navi), 7 gruppi di capodogli (16 individui circa), 12 gruppi di stenelle (oltre 100 individui), 17 gruppi di tursiopi (oltre 50 individui), 1  esemplare di zifio, per un totale di circa 230 cetacei osservati.
Gli equipaggi hanno inoltre effettuato: 6 osservazioni di meduse (di cui solo una nel Santuario Pelagos) e 7 osservazioni di pesci luna. Non sono state osservate tartarughe marine.

Il numero dei diportisti iscritti è diminuito rispetto alle edizioni passate, ma è aumentato il numero degli animali osservati, soprattutto all’interno del Santuario. Ora saranno gli scienziati a stabilire se questo è dovuto a un aumento complessivo della fauna marina oppure se il Santuario sta diventando zona di rifugio per esemplari in fuga da altre zone meno protette o se si tratta piuttosto di un fatto casuale.

Uno dei dati che invece colpisce negativamente è che il numero di avvistamenti di situazioni di inquinamento da parte degli equipaggi di Delphis è stato superiore a quello di animali. Gli equipaggi hanno effettuato 56 osservazioni, più o meno estese, fra cui 38 di plastica (sacchetti e bottiglie e altri manufatti, mentre il resto delle osservazioni ha segnalato la presenza di detergenti schiumosi e liquami non meglio identificati. 34 equipaggi hanno rimosso dalla superficie del mare bottiglie, sacchetti, oggetti da spiaggia, involucri in plastica.

«Il mar Mediterraneo, specialmente – spiega ancora Gattoni – nel bacino corso ligure provenzale, ospita un’importante concentrazione di mammiferi marini che trovano qui le condizioni ideali per vivere e riprodursi. Questo mare privilegiato è ricco di storia e di cultura, nonché meta preferita dai diportisti di tutto il mondo, e pertanto deve essere difeso dalle aggressioni delle attività umane. 

L’Operazione Delphis ha registrato un cambio generazionale dei partecipanti rispetto agli equipaggi che vi parteciparono per la prima volta, più di vent’anni fa. Ma questo ricambio ha portato anche una diminuzione dei partecipanti, perché le nuove generazioni hanno minori disponibilità economiche e stentano ad avvicinarsi all’ attività del diporto nautico.  «Per fortuna – nota Gattoni – nel corso degli anni si registra una crescita della coscienza ecologica collettiva nei diportisti.

La Costa Smeralda, la Riviera ligure, le isole e gli arcipelaghi che ornano le nostre acque, la Costa Azzurra, le isole Baleari rappresentano una ricchezza per gli abitanti di queste regioni, ma le rotte che collegano queste località meravigliose e spesso lussuose, attraversano l’habitat di balene, delfini e moltissime altre specie animali e vegetali. Un habitat altrettanto meraviglioso e un patrimonio comune inestimabile. 

L’Operazione Delphis vuole ricordare a armatori, amministratori pubblici, legislatori e diportisti che il vero lusso è poter godere di un mare rispettato dalle comunità umane che vi abitano intorno. È un rispetto che si richiede anche ai superyacht, sempre più grandi e rumorosi che solcano il Mediterraneo, spesso in maniera frettolosa e disattenta lungo o poco oltre la linea dei 300 metri dalla costa, senza rendersi conto quanto il mare che attraversano meriti altrettanto attenzione delle accoglienti marine dei porti verso cui sono rapidamente diretti.

Partecipare all’operazione Delphis significa andar per mare nel suo senso più pieno: muoversi per attraversarlo, ma anche per conoscerlo e proteggerlo per essere al suo servizio.  Lo spirito marinaro è messo al servizio dell’ambiente marino, per imparare a viverci in armonia. Sotto la superficie, il mare nasconde i suoi tesori: i delfini, le balene e altre meravigliose creature che costituiscono una risorsa di grande valore economico e culturale, un vero patrimonio di tutti, come le opere d’arte, la storia e le tradizioni, il mare costituisce la nostra identità.

Clicca qui per leggere il resoconto dei dati e i commenti di Guido Gnone (biologo marino e coordinatore scientifico del progetto Delfini Metropolitani dell’Acquario di Genova) e di Sabina Airoldi (biologa marina dell’Istituto Tethys e coordinatrice del progetto Cetacean Sanctuary Research).

Clicca qui per il video.


L’operazione Delphis 2018 è stata organizzata dall’associazione Battibaleno con il patrocinio del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare e della Presidenza Nazionale della Lega Navale Italiana

in collaborazione con Accordo Pelagos, Acri-He, FISPMED Mediterranean Network, Fondazione Acquario di Genova, Institut océanographique, Fondation Albert Ier, Prince de Monaco, Lega Navale Italiana-Sezione di Venezia, Associazione Nautica Marco Polo, Costa Edutainment-Acquario di Genova, Progetto Delfini Metropolitani, Rimmo, Université  Internationale de la Mer

grazie al generoso contributo di:

ABB, Costa Edutainment, Edinet, Ferfrigor, Posidonia, Sironi Batterie, Start Promotion.


 

Operazione Delphis 2018: presentazione dei risultati al 58° Salone Nautico Internazionale

Venite a scoprire un modo nuovo di navigare

I risultati della 22° edizione di operazione Delphis 2018 presentati al 58° Salone Nautico Internazionale di Genova

Sailing World

Teatro del Mare

24 settembre 2018 ore 11:00

L’edizione di quest’anno è stata caratterizzata da numerose osservazioni di tutte le specie di cetacei comuni in Mediterraneo, con un record di avvistamenti di balenottere comuni. I risultati della manifestazione saranno commentati da biologi marini.