OPERAZIONE DELPHIS NEL MEDITERRANEO

OPERAZIONE DELPHIS NEL MEDITERRANEO

Sviluppare sinergie fra le associazioni di appassionati, diportisti, marinai di tutto il Mediterraneo e federare le conoscenze scientifiche e l’impegno per la conservazione della vita nel mare.

alberto marco gattoni e mike riddell

Alla presenza di numerosi diportisti e rappresentanti del mondo scientifico i nternazionale, si è svolta Nizza il 6 gennaio, presso il prestigioso auditorium del Centro Universitario Mediterraneo, la XVII Conferenza Internazionale sui cetacei in Mediterraneo per la pre-sentazione dei risultati dell’operazione Delphis 2009 che ha interessato le coste Italiane, della Francia, del Marocco, di Malta e della Tunisia. Dopo la presentazione dei risultati dell’operazione Delphis, è stata illustrata la campagna océanografica TARA e il ruolo del plancton nell’ecosistema ma- rino in Mediterraneo; Antoine MANGIN, ha presentato un’indagine sui fattori ambientali che influenzano l’apparizione delle meduse; Il dott. Mahmoud FOUAD, (Egypt) ha fatto il punto sulla conservazione dei mammiferi marini nel suo paese; sono stati mostrati i risultati della studio svolto nel 2009 sui Tursiopi e sui Grampi nel mare intorno le Isole d’Hyeres condotti da Labach H. Dhermain F; Dupraz F., Colombey M., GECEM; Pascal Mayol ha illustrato l’interessante progetto francese per limitare le collisioni fra navi e cetacei e la dott.ssa Anna MEISNER ha esposto uno studio sulla struttura della popolazione di Stenelle nel Mediterraneo occidentale. Il dott. Zitouni BOUTIBA (Algeria) segnala la presenza di tre nuove specie di mammiferi marini lungo le coste algerine e inparticolare CHOUAL Khayr – Eddine hanno presentato i risultati di uno studio sui cetacei del litorale orientale; il dott. Bruno DIAZ LOPEZ, ha esposto un interessante e approfondito studio sull’impatto delle acqua-culture sui Tursiopi nelle acque della Sardegna; l’ing. Sami MHENNI, ha presentato “DELPHIS NOSTRUM TUNISIA” la prima ONG tunisina dedicata alla conservazione dei cetacei; Nikolina RA- KO, ha portato un “overview” sulla ricerca sui cetacei in Croazia; L’asso- ciazione Corsica Mare ha illustrato la propria azione pedagociga per la pro- tezione dei cetacei; Med BOUDERBAL, Algérie ha documentato il massacro di tartarughe marine causato da dispositivi di pesca. Charles SAMMUT, Malta. ha mostrato i risultati della azioni di soccorso di tartarughe nelle ac- que Maltesi.

 


 

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Quasi a voler confermare lo spirito internazionale della XVI Conferenza Internazionale sui cetacei in Mediterraneo, l’anfiteatro del  Centro Universitario Mediterraneo ospita l’affresco di Buochon: “Allegoria del Mediterraneo”, Olio su muro  6,8m x 16m.

Si tratta di una rappresentazione simbolica, sul modello delle carte geografiche antiche, delle diverse fasi della civiltà mediterranea, dove sono i monumenti che prendono l’importanza e relegano al secondo piano la carta in se stessa.

Intorno ad un “Mediterraneo” dipinto di tonalità chiare e sfumate, si scaglionano e si sovrappongono le Piramidi dell’Egitto, il Tempio di Philae, la Grande Moschea del Cairo, poi i ricordi della storia del popolo ebreo, Mosé  sul Sinai, il Cristo e gli Apostoli; più lontano, Babilonia ed i suoi tori alati, così come le rovine di Palmyra.  Viene poi Bisanzio, l’attuale Instambul, con Santa-Sophie, di fronte a Troia, la Grecia con il Partenone , la Vittoria di Samotracia, AteneVenezia e San Marco, poi l’Italia, dove domina il colosseo che sovrasta la lupa romana, il colonnato del Bernini e la tiara papale.  A ovest Avignone, il Palazzo dei Papi e le Aigues-Mortes da dove Luigi IX salpò due volte per partecipare alla settima crociata,  su flotte interamente armate dai genovesi. La Spagna c’offre la Corte dei Leoni, la cattedrale di Siviglia col Giralda, il Don Quichotte e Sancho, mentre le caravelle di Colombo affondano nell’oceano fuligginoso. Le Colonne di Ercole ci conducono nel Marocco, Fès, il Koutoubia da Marrakech, dei palazzi sudanesi, da dove raggiungiamo l’Africa settentrionale, Timgad e Cartagine che ci riportano verso Alessandria da dove “scappano”, attraverso le nuvole stellate, le sfere di Tolomeo.