Naviga con noi sulla scia delle Balene

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NAVIGA CON NOI SULLA SCIA DELLE BALENE


Proseguono le spedizioni in mare dell’associazione Battibaleno per il monitoraggio dei cetacei, in barca a vela, 

APERTE A TUTTI 


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Proseguono le spedizioni in mare per il monitoraggio dei cetacei dell’Associazione Battibaleno.

Svolte secondo il metodo del “transetto lineare” e della “foto-identificazione”, le spedizioni in mare in barca a vela nell’area del “Santuario per i mammiferi marini”, sono anche l’occasione per raccogliere materiale fotografico e audiovisivo.

L’obiettivo delle navigazioni è raccogliere informazioni utili alla conservazione dei cetacei, mostrare al “grande pubblico” le  ricchezze di vita presente per sensibilizzare sull’importanza di proteggerla.

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Presentazione dei risultati operazione Delphis 2012

 Comunicato Stampa – Informazioni per la stampa

Giovedi 6 ottobre 2012

Operazione Delphis 2012
Presentazione dei risultati

Appuntamento Sabato 13 ottobre, ore 14:30,  al Teatro del Mare del Salone Nautico Internazionale di Genova, per la presentazione dei risultati dell’operazione Delphis 2012 che si è svolta lo scorso luglio, con l’obiettivo di  realizzare una nuova grande “foto istantanea panoramica” della superficie del mare, partendo da un grande numero di punti d’osservazione simultanei, distribuiti lungo le coste italiane e di molti paesi del Mediterraneo.

A ogni imbarcazione è stata affidata una zona di osservazione dalla quale gli equipaggi hanno osservato, identificato e contato i Cetacei, le tartarughe marine, le Meduse e l’inquinamento visibile. L’insieme delle informazioni raccolte permette d’ottenere una valutazione dello stato dell’ambiente e della sua evoluzione nel corso degli anni.

I risultati saranno commentati da scienziati e biologi marini.

“La sedicesima edizione dell’operazione Delphis ha visto crescere ancora il numero degli iscritti” , -dichiara Alberto Marco Gattoni, Presidente dell’Associazione Battibaleno- ” sono sempre più numerosi i diportisti che si sentono responsabili, che vogliono rendersi utili e sono, come noi, alla ricerca di un rapporto più antico e profondo con il mare.”

Battibaleno ringrazia per il sostegno e la preziosa collaborazione: ABB, Costa Edutainment, C.S.N. Centro Servizi Nautici,  Delfini Metropolitani, Edinet, Ferfrigor, F.i.s.p.m.e.d., Lega Navale Italiana, Marina Genova Aeroporto, R.i.m.m.o., Sironi Batterie.


 

 

OPERAZIONE DELPHIS 2009

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DEPLIANT  DELPHIS TRADOTTO


 Comunicato stampa delphis 2009


L’ASSOCIAZIONE BATTIBALENO PRESENTA L’OPERAZIONE DELPHIS 2009

IL 19 LUGLIO 2009

IL VIA AL TRADIZIONALE APPUNTAMENTO DI MARINAI E DIPORTISTI QUEST’ANNO SI ESTENDERÀ OLTRE I CONFINI DEL “SANTUARIO DEI CETACEI” PER COINVOLGERE TUTTO IL MEDITERRANEO E IL MAR NERO IN DIFESA DELL’AMBIENTE MARINO

OPERAZIONE DELPHIS 2009

AMBASCIATORI DEL MEDITERRANEO

In collaborazione con, Association Rimmo, Lega Navale Italiana, Marina Genova Aeroporto il progetto Delfini Metropolitani dell’Acquario di Genova, Accademia del Leviatano, F.I.S.P.M.E.D.onlus, con il patrocinio del Parlamento Europeo, della Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento per lo Sviluppo e la Competitività del Turismo, del Ministero dello Sviluppo Economico, del Ministero degli Affari Esteri, della Camera dei Deputati, della Regione Toscana, della Regione Liguria, della Regione Siciliana, della Regione Campania, della Regione Veneto, della Città di Venezia e della Presidenza Nazionale della Lega Navale Italiana, con il contributo di ABB e Banca Carige

Prende il via l’ operazione Delphis 2009, per realizzare la più grande ‘fotografia’ istantanea delle balenottere e dei delfini del Mediterraneo – Mar Nero, utile per la comunità scientifica, per far crescere il numero di navigatori naturalisti, sensibilizzare l’opinione pubblica e le istituzioni sull’importanza della loro conservazione.

Domenica 19 luglio, il maggior numero di imbarcazioni ed equipaggi sono chiamati a raccolta per realizzare, lo stesso giorno alla stessa ora, distribuiti su coordinate di mare note, un’osservazione simultanea della superficie del Mare amico che unisce tre continenti, per ottenere una valutazione della distribuzione e del numero minimo di cetacei presenti.

Una pacifica flotta di navigatori naturalisti, armati di entusiasmo, di macchina fotografica e di GPS, metterà a disposizione gratuitamente le proprie competenze e le proprie imbarcazioni al servizio del mare.

Ad ogni equipaggio è affidata la ricognizione di un quadrato di mare di 2 miglia di lato da cui, dalle ore 12.00 alle ore 13.00 del 19 luglio 2009, fotograferanno la superficie del mare, annotando su apposite schede, la propria posizione e la presenza di balene e delfini.

Giunta alla tredicesima edizione, per la prima volta la manifestazione nautica si estende oltre i confini del Santuario per i cetacei Pelagos, per coinvolgere tutte le sponde del Mediterraneo – Mar Nero.

L’operazione Delphis 2009 si svolge nel nuovo contesto dell’ “Unione per il Mediterraneo”, voluta dai governi di tutti gli stati euro-mediterranei riuniti a Parigi il 13 luglio 2008, nel desiderio comune di disinquinare il Mare Mediterraneo, salvaguardare le sue qualità ambientali e trasformare l’area in uno spazio di pace, cooperazione e prosperità. 1

Per questo, forti di dodici anni d’ esperienza organizzativa e di successi ottenuti dall’operazione Delphis, di una vasta rete di contatti istituzionali, scientifici, associativi sviluppatiintorno al Mediterraneo, di un programma d’osservazioni che permette a tutti i navigatori di partecipare all’azione di monitoraggio del mare secondo un metodo semplice ed efficace, da quest’anno la manifestazione nautica internazionale, giunta alla 13/a edizione, si estende oltre i confini del ‘Santuario per i cetacei Pelagos’, l’’area marina istituita in acque internazionali al largo delle coste della Liguria, della Toscana, della Sardegna, della Costa Azzurra e della Corsica, grazie alla accordo fra Italia Francia e Principato di Monaco e che occupa una superficie marina di circa 87 mila chilometri quadrati.

“L’operazione Delphis 2009, che si svolgerà Domenica 19 luglio, è una “prima edizione prototipo” i cui obiettivi sono: migliorare le conoscenze sulle balene e sui delfini del Mediterraneo, far convergere l’attenzione dei cittadini, dei media e delle istituzioni, verso l’obiettivo comune del disinquinamento del mare, favorire la salvaguardia della biodiversità, promuovere le qualità degli ecosistemi ancora intatti del bacino Mediterraneo, sostenere la creazione di un’unica grande rete di aree marine protette che tuteli tutti i mammiferi marini del Mar Mediterraneo – Mar Nero” – dichiara Alberto Marco Gattoni, presidente dell’Associazione Battibaleno, che dal 1997 organizza in Italia l’operazione Delphis.

“Battibaleno e i propri partner, attraverso l’operazione Delphis, intendono dare slancio, in modo positivo ed originale, al processo di trasformazione del bacino mediterraneo in uno spazio universalmente riconosciuto di cooperazione e di rispetto del mare, sviluppare sinergie fra le associazioni di appassionati, diportisti, marinai e di pescatori di tutte le coste, federare le conoscenze sui cetacei e rafforzare la consapevolezza dello stretto legame esistente fra la salute dell’uomo e quella del mare.”

Dalla prima edizione di Delphis ad oggi, molte cose sono cambiate: è stato creato il Santuario internazionale per i mammiferi marini Pelagos, la prima area marina al mondo che interessa le sponde di tre Paesi (Italia Francia e Principato di Monaco) e tutte le specie di cetacei presenti in Mediterraneo sono protette grazie a diverse convenzioni e accordi internazionali, ratificati dall’Italia.

Oggi, nel nostro Paese, sono circa trentacinque i centri di ricerca impegnati nell’opera di monitoraggio del mare e le più importanti associazioni di marinai e diportisti partecipano attivamente alla grande sfida della conoscenza e della conservazione del mare.

Con l’operazione Delphis, in questi anni Battibaleno ha sensibilizzato e contribuito all’ alfabetizzazione scientifica” di molti utilizzatori del mare, offrendo loro la possibilità di imparare a conoscere e rispettare i cetacei, utilizzando, seppur in modo semplificato, gli stessi protocolli di raccolta dei dati sulla presenza dei cetacei, utilizzati dai gruppi di ricercatori che, da qualche anno, contribuiscono attivamente al successo dell’iniziativa.

Grazie a questa collaborazione, la comunità scientifica che non dispone di mezzi nautici sufficienti per un’osservazione simultanea tanto estesa, potrà acquisire, a costo zero, nuove conoscenza sullo stato di salute del mare e dei cetacei del Mediterraneo.

“In termini tecnici le chiamano “flagship”, specie bandiera. Specie che, per il particolare fascino di cui sono dotate, sono in grado di trasmettere importanti messaggi sulla necessità di tutelare e conservare l’ambiente in cui vivono e la natura in generale” – dichiara Antonella Arcangeli, ricercatrice ISPRA – Istituto Superiore per la Ricerca Ambientale del Ministero dell’Ambiente – i cui studi forniscono proprio in questi giorni, sorprendenti risultati sulla presenza di cetacei nel Mar Tirreno.

“I cetacei sono, da sempre, sensibilissimi tramite fra l’uomo ed il mare, di cui veicolano l’importanza di mantenere un ambiente sano ed i gravi danni che conseguono ad un comportamento irresponsabile da parte della società umana. “L’operazione Delphis apre le porte della ristretta cerchia degli “addetti ai lavori”, dei ricercatori o di chi si occupa di conservazione della natura, e propone un momento corale di attenzione ai grandi temi ed alle grandi contraddizioni della nostra epoca. I cetacei sono lì, anche il 19 luglio, per tutti coloro che sono in grado di ascoltare i messaggi del mare.”

“L’Operazione Delphis, organizzata dall’Associazione Battibaleno basa la propria attività di monitoraggio sulla spontanea partecipazione dei “cittadini diportisti” – dichiara Guido Gnone responsabile scientifico del Progetto Delfini Metropolitani dell’Acquario di Genova – “Tale coinvolgimento è forse il mezzo migliore per insegnare che l’ambiente è una risorsa che appartiene a tutti noi così come di tutti noi è la responsabilità per la sua corretta gestione e conservazione”.

“La Lega Navale Italiana è al fianco di Battibaleno sin dalla prima edizione dell’operazione Delphis”- dichiara l’Ammiraglio Federico Biroli, Presidente Regionale della Lega Navale Italiana – “oggi, dopo dodici anni di successi ottenuti dalla manifestazione che ha contribuito non poco alla sensibilizzazione dei diportisti che navigano il Santuario per i cetacei Pelagos, l’opportunità di estendere l’operazione Delphis a tutto il Mediterraneo rappresenta una buona e positiva promozione della centralità culturale della nostra penisola e della marineria italiana, rispetto le azioni riguardanti la conservazione dell’ambiente marino Mediterraneo e la promozione della cultura e del rispetto del mare” .

La Fispmed Onlus di Venezia (Federazione Internazionale per lo Sviluppo Sostenibile e la lotta contro la povertà nel Mediterraneo-Mar Nero) che da sempre è impegnata in azioni volte a rafforzare il contributo della società civile nelle questioni ambientali e in quelle legate allo sviluppo sostenibile collabora con l’Associazione Battibaleno all’ operazione Delphis.

“La Fispmed Onlus contando 223 partners in 39 paesi diversi dell’area Euro-mediterranea e del Mar Nero e rappresentando, quindi, oltre 1,8 milioni di cittadini e cittadine della medesima area, può essere definita la più ampia piattaforma civile dell’area del Mediterraneo- Mar Nero” dichiara Roberto Russo Presidente Fispmed.

Gli obiettivi di FISPMED convergono con quelli dell’operazione Delphis 2009 che sono quelli della sensibilizzazione e del coinvolgimento del maggior numero di soggetti verso i temi della salvaguardia degli ambienti naturali e della biodiversità, convinti che solo un approccio partecipato e moderato a questi temi possa far raggiungere gli accordi necessari alla realizzazione di un utilizzo equilibrato delle risorse

I NUMERI DEL MEDITERRANEO

ll Mediterraneo è un bacino di grandi culture, di storia e civiltà, ma è molto di più di un simbolo o un icona della regione: offre infatti anche lavoro e svago ai popoli che vi si affacciano.

Il Mar Mediterraneo, 2.510.000 chilometri quadrati di superficie marittima, (che rappresenta il 0.8% della superficie acquatica terrestre) ospita il 7% di tutte le specie marine conosciute al mondo. In Mediterraneo vivono: 21 di mammiferi marini, 580 specie di pesci, 48 di squali, 36 razze, 5 tartarughe, 1289 specie vegetali marine.

Questo grande patrimonio naturale si confronta quotidianamente con 90 milioni gli abitanti che vivono nella fascia costiera, 584 città affacciate sul mare, 750 i porti turistici, 286 i porti commerciali, 200 milioni turisti annui frequentano i paesi mediterranei nei mesi estivi. Entro l’anno 2020, secondo le stime delle Nazioni Unite, oltre 312 milioni di turisti sceglieranno i litorali mediterranei per trascorrere le vacanze. In previsione di questo sviluppo, 43 marine ricreative sono in via di realizzazione.

Un pericolo costante per il mare, le coste e i suoi abitanti è rappresentato dalla flotta di navi petroliere e chimichiere circolante in Mediterraneo (il 90% delle grandi petroliere ha una stazza superiore alle 200.000 tonnellate) e le “carrette del mare” non sono ancora del tutto scomparse dall’orizzonte marino.

Il traffico petrolifero nel Mare Mediterraneo, (che costituisce, solo lo 0,8% della superficie delle acque mondiali), rappresenta più del 20% del traffico mondiale marittimo del petrolio. In media, 250-300 petroliere sono in circolazione nel Mediterraneo ogni giorno.

Altre minacce dirette per i cetacei sono rappresentate da alcuni gruppi isolati di pescatori che, nonostante vari divieti e moratorie, utilizzano ancora tecniche di pesca illegali, attraverso le quali saccheggiano il mare sacrificando la vita di molti cetacei e l’inquinamento acustico sottomarino, che secondo gli scienziati raddoppia ogni 10 anni, è causa, come dimostrato da numerosi studi scientifici, di alterazioni nel comportamento dei cetacei, spiaggiamenti e collisioni di navi con balenottere stordite dal rumore.

Infine il numero di nuovi diportisti che naviga il Mare Mediterraneo è cresciuto in modo vertiginoso ed è in aumento l’acquisto di imbarcazioni a motore sempre più veloci e invadenti. Per questi motivi l’operazione Delphis, che Domenica prossima compie 13 anni, è una manifestazione nautica sempre di attualità e sempre più importante.

E’ necessario continuare a promuovere comportamenti rispettosi della biodiversità marina, e divulgare le norme di comportamento da tenere in presenza di questi animali, suggerite dalla esperienza della comunità scientifica internazionale. Inoltre, molti aspetti della vita dei cetacei restano ancora sconosciuti e i navigatori naturalisti dell’operazione Delphis possono contribuire a migliorare le conoscenze fino ad ora acquisite.

Con questa “edizione prototipo” dell’operazione Delphis, che con la tredicesima edizione esce dai confini del Santuario dei Cetacei, Battibaleno lancia un messaggio concreto, affinchè questa manifestazione, a cui partecipano marinai e diportisti dei paesi costieri del Mar Mediterraneo, sia un piccolo esempio di cooperazione possibile per la salvaguardia di questo tesoro ambientale.

I risultati dell’operazione Delphis saranno divulgati attraverso un’importante campagna di informazione e commentati durante conferenze stampa e conferenze scientifiche.

“Battibaleno” è una libera associazione senza alcuna finalità di lucro fondata nel 1995, il cui scopo principale è quello di proteggere la popolazione marina del bacino del Mediterraneo ed in particolare ampliare la conoscenza comportamentale e biologica della “Balaenoptera physalus”, per poter meglio preservarne la specie ed il suo ambiente naturale.

“Battibaleno” ha operato, in questi anni, con entusiasmo e passione, favorendo un approccio moderato e propositivo ai temi legati alla salvaguardia dell’ambiente.

Senza mai superare le proprie sfere di competenza, promuove la conoscenza dei mammiferi marini per favorire la loro protezione e contribuire alla effettiva creazione di aree protette nel Mediterraneo.

Battibaleno vuole sviluppare fra marinai, diportisti e tutti gli appassionati del mare, un numero sempre maggiore di “navigatori naturalisti” in grado di rappresentare in prima persona gli interessi del nostro mare, nel rispetto dello lo spirito sportivo della navigazione, delle sue regole, della vita di bordo e dell’ambiente.

Battibaleno mobilita tutte le sue risorse per la realizzazione di questi progetti di salvaguardia ambientale fondando ogni sua iniziativa sull’entusiasmo costruttivo di chi si sente coinvolto e non sull’inutile ricerca dei presunti colpevoli.

Battibaleno non fa parte dell’articolazione di nessun partito politico.

DELFINI E BALENE, MOLTO PRESENTI NEL MARE E NELLA STORIA DEL MEDITERRANEO, SONO IL SIMBOLO UNIVERSALE DI UN MARE VIVO E SANO.

LA LORO PRESENZA VALORIZZA NATURALMENTE LE COSTE DI OGNI PAESE


15 Jul 2009 12:40:00

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A Marina Genova Aeroporto l’Associazione Battibaleno Presenta l’Operazione Delphis 2009

IL 19 LUGLIO 2009 IL VIA AL TRADIZIONALE APPUNTAMENTO CHE QUEST’ANNO SI ESTENDERÀ OLTRE I CONFINI DEL SANTUARIO DEI CETACEI PER COINVOLGERE TUTTO IL MEDITERRANEO E IL MAR NERO IN DIFESA DELL’AMBIENTE MARINO Oggi, presso la torre di Capoporto di Marina Genova Aeroporto, si è svolta la Conferenza Stampa di presentazione dell’Operazione Delphis 2009, promossa in Italia dall’Associazione Battibaleno, ente no profit per la tutela del Mediterraneo. Alberto Marco Gattoni, presidente di Battibaleno, ospite di Marina Genova Aeroporto, ha presentato alla stampa la XIII edizione di Delphis che quest’anno, per la prima volta, si estenderà oltre i confini del “Santuario per i cetacei Pelagos”, per coinvolgere tutte le sponde del Mediterraneo e del Mar Nero, “scattando” la più grande fotografia dello stato di salute dei nostri mari. L’Operazione Delphis, che si terrà il 19 luglio 2009, è la più grande manifestazione nautica internazionale per la conoscenza e la tutela delle balene e dei delfini nel Mediterraneo: un evento unico al mondo per la sua valenza scientifica e la più grande festa del mare che coinvolge ogni anno centinaia di diportisti. “L’operazione Delphis 2009 è una prima edizione prototipo, ovvero che si estende fuori dall’area del Santuario per i Cetacei Pelagos – ha dichiarato Marco Alberto Gattoni, presidente di Battibaleno – i cui obiettivi sono migliorare le conoscenze sulle balene e sui delfini del Mediterraneo; far convergere l’attenzione dei cittadini, dei media e dei governi verso l’obiettivo comune del disinquinamento del Mar Mediterraneo; favorire la salvaguardia della biodiversità e promuovere le qualità degli ecosistemi ancora intatti del bacino Mediterraneo; sostenere la creazione di unica grande rete di aree marine protette che tuteli tutti i mammiferi marini del Mar Mediterraneo e Mar Nero; dare slancio, in modo positivo e originale, al processo di trasformazione dell’area mediterranea in uno spazio universalmente riconosciuto di cooperazione, prosperità e di rispetto per il mare”. Il successo della nascita politica dell’Unione Unione per il Mediterraneo, voluta dagli Stati Euro – Mediterranei, riunitisi a Parigi il 13 luglio 2008, nel desiderio comune di disinquinare il Mar Mediterraneo, salvaguardare le sue qualità ambientali e trasformare quest’area in uno spazio di pace, cooperazione e prosperità, esorta Battibaleno a proseguire nella sua missione, forte di 12 anni di successi dell’Operazione Delphis in Francia, Italia e Principato di Monaco. Quest’anno Battibaleno mira a coinvolgere un numero ancora più alto di imbarcazioni e di equipaggi, per realizzare simultaneamente, lo stesso giorno alla stessa ora, giustamente distribuiti su coordinate di mare prestabilite, una “foto panoramica istantanea” delle superficie del mare, utile alla comunità scientifica e alla sensibilizzazione del grande pubblico e delle Istituzioni sull’importanza della conservazione dei mari. Con questa “edizione prototipo” che supera i confini tradizionali del Santuario dei Cetacei, Battibaleno e i suoi partner vogliono lanciare un messaggio concreto, poiché questa manifestazione di importante valore scientifico sia esempio di una possibile collaborazione tra tutti i Paesi costieri del Mediterraneo per la salvaguardia di questo tesoro ambientale. Nel Mediterraneo vivono 580 specie di pesci, 21 di mammiferi marini, 48 di squali, 36 di razze, 5 di razze e 1289 specie vegetali marine. “L’Operazione Delphis basa la propria attività di monitoraggio sulla spontanea partecipazione dei “cittadini diportisti”. – ha dichiarato Guido Gnone, Responsabile Scientifico del Progetto Delfini Metropolitani dell’Acquario di Genova – Tale coinvolgimento è forse il mezzo migliore per insegnare che l’ambiente è una risorsa che appartiene a tutti noi, così come di tutti noi è la responsabilità per la sua corretta gestione e conservazione”. Anche quest’anno la Lega Navale Italiana – Presidenza Nazionale, ha concesso il patrocinio alla manifestazione : “La Lega Navale Italiana è al fianco di Battibaleno sin dalla pima edizione dell’operazione Delphis – ha dichiarato l’Ammiraglio Federico Biroli, Presidente Regionale della Lega Navale Italiana – Dopo dodici anni di successi ottenuti dalla manifestazione, che ha contribuito non poco alla sensibilizzazione dei diportisti che navigano il Santuario per i cetacei Pelagos, l’idea di estendere l’operazione Delphis a tutto il Mediterraneo rappresenta una buona e positiva promozione della centralità culturale della nostra penisola e della marineria italiana, rispetto le azioni riguardanti la conservazione dell’ambiente marino Mediterraneo e la promozione della cultura e del rispetto del mare.” “L’operazione Delphis apre le porte della ristretta cerchia degli “addetti ai lavori”, dei ricercatori o di chi si occupa di conservazione della natura – ha dichiarato Antonella Arcangeli, ricercatrice dell’ISPRA (Istituto Superiore per la Ricerca Ambientale del Ministero dell’Ambiente) – e propone un momento corale di attenzione ai grandi temi ed alle grandi contraddizioni della nostra epoca. I cetacei sono lì, anche il 19 luglio, per tutti coloro che sono in grado di ascoltare i messaggi del mare.” L’Operazione Delphis 2009 è organizzata da Battibaleno in collaborazione con Marina Genova Aeroporto, Association Rimmo, Lega Navale Italiana, Delfini Metropolitani, F.I.S.P.M.E.D.onlus e con il Patrocinio del Parlamento Europeo, della Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento per lo Sviluppo e la Competitività del Turismo, del Ministero dello Sviluppo Economico, del Ministero degli Affari Esteri, della Camera dei Deputati, della Regione Liguria, della Regione Toscana, della Regione Siciliana, della Regione Campania, della Regione Veneto, della Città di Venezia e della Presidenza Nazionale della Lega Navale Italiana.

 

LA RICERCA SUI CETACEI IN ITALIA: QUALE CONTRIBUTO PER LA CONSERVAZIONE?

LA RICERCA SUI CETACEI IN ITALIA: QUALE CONTRIBUTO PER LA CONSERVAZIONE?


  • RICERCHE IN ATTO
  • STATO DELLE CONOSCENZE NEL TIRRENO E MAR LIGURE
  • PRESSIONI E MINACCE
  • INDICAZIONI DI TUTELA

(ISPRA, Accademia del Leviatano Onlus, CE.TU.S Centro di ricerca sui cetacei, Acquario di Genova, Associazione Battibaleno, Delphis mdg, Dipartimento di biologia Università di Pisa Associazione, Oceanomare, CRAB Centro Ricerche Ambientali e Biologiche Coop., Dipartimento di biologia Università di Genova)

vai al  Poster Conisma_5

Capodoglio / Foto Battibaleno


 

In collaborazione con UISP

1997LO~2Nel quadro delle iniziative promozionali della regata dei cetacei,

in collaborazione con UISP, il prossimo 3 marzo a Milano, al centro sportivo “la Villetta” – Idroscalo di Milano – con inizio alle ore 16, l’Associazione Battibaleno proietterà un filmato dal titolo “il santuario dei cetacei” e svolgerà il corso la “formazione Delphis“ attivita’ ludica“ di riconoscimento dei cetacei che divulga le norme di comportamento in caso di avvistamento cetacei suggerite da Accobams e IWC. 


 

Operazione Delphis 2006 Tutte le gradazioni del Blu

Poster delphis 2006

Operazione Delphis 2006

“Tutte le gradazioni del Blu”


Comunicato Stampa

15 ottobre 2006

Presentati oggi al Salone Nautico Internazionale di Genova i risultati dell’operazione Delphis 2006.

“Il lusso più grande è navigare in un mare pulito”

Dopo i saluti dell’ Ing. Lorenzo Policardo, Segretario Generale di UCINA – Unione Nazionale Cantieri e Industri Nautiche e Affini – l’ Associazione che organizza ogni anno il grande evento che richiama a Genova migliaia di appassionati del mare e della navigazione, Alberto Marco Gattoni – Presidente dell’associazione Battibaleno – ha presentato i risultati dell’operazione Delphis svoltasi lo scorso 16 luglio nell’ area protetta internazionale istituita dai governi di Italia, Francia e Principato di Monaco.
Patrocinata da Regione LiguriaRegione Toscana, Regione Sardegna,Presidenza Nazionale della Lega Navale Italiana, in collaborazione con Lega Navale Italiana, Guardia Costiera, Guardia di FinanzaUCINA.
con il sostegno di

ABB Process & Solution, Evirude E-TEC, Galata Museo del Mare e della Navigazione, Monte dei Paschi di Siena, TTM Tecnologie Trasporti Mare, Marina di Varazze. 

All’operazione Delphis 2006 hanno partecipato 342 imbarcazioni (74 dai porti della Toscana, 191 dalla Liguria, 14 dalla Sardegna, 29 dalla Costa Azzurra e dal Var, 9 dalla Corsica.). Quest’anno si sono uniti alla flottiglia Delphis anche 9 imbarcazioni dal Lazio, 7 dalla Campania, 2 dalla Sicilia, 6 dalla Calabria, 2 dalla Puglia, segno del desiderio di molti diportisti di partecipare all’azione di monitoraggio dell’operazione Delphis, oltre i confini del Santuario “Pelagos”.

Il Risultato del monitoraggio conferma la presenza di quasi tutte le specie di cetacei che abitano il santuario. 360 Stenelle, la specie più diffusa nel santuario, 5 Tursiopi, specie che vive prevalentemente sotto costa, certamente disturbata dalla presenza massiccia di imbarcazioni  che specie d’estate navigano sottoscosta; 25 Grampi; 30 Globicefali; 15 Delfini comuni, specie a rischio d’estinzione, sono stati osservati insieme a gruppi di delfino stenella; 2 Capodogli.
Centinaia di diportisti di ogni età a bordo di imbarcazioni di ogni tipo e dimensione – hanno realizzato una nuova foto panoramica istantanea dei cetacei presenti nel Santuario Pelagos utile alla comunità scientifica “, ma il vero successo”, -dichiara Alberto Marco Gattoni- “è riuscire a conciliare amore per la nautica e rispetto per l’ambiente marino, valorizzando quello che è il vero lusso di cui può godere chi va per mare: la bellezza e la ricchezza di vita del mare stesso”

Alla Presentazione sono intervenuti

Philippe Robert, segretario esecutivo del Santuario per i cetacei Pelagos, che avrà la sede a Genova nella prestigiosa sede di Palazzo Ducale. Forte di una maturata esperienza di gestione di aree protette, spiega quello che sarà il suo compito: “tutti gli sforzi delle associazioni, delle Istituzioni e degli scienziati non devono essere dispersi ma, nell’interesse del santuario Pelagos, devono essere coordinati e armonizzati”.
Il prof Giulio Relini dell’Univeristà di Genova e rappresentante per l’Italia nel comitato di pilotaggio Pelagos – il gruppo di regia dell’area protetta internazionale – , e il prof. Antonio Di Natale, responsabile scientifico dell’acquario di Genova.Entrambi riconoscono nella burocrazia e nei diversi interessi economici legati al mare e alle coste dei paesi interessati, le cause principali dei rallentamenti nell’effettiva creazione del Santuario Pelagos.

L’Ammiraglio Biroli Presidente Regionale della Lega Navale Italiana, ente partner di Battibaleno, pone l’attenzione sull’educazione ambientale, “solo un azione educativa, può cambiare  la mentalità e l’atteggiamento verso il mare, ed è per questo la Lega Navale Italiana sviluppa le attività veliche in relazione con le scuole. Dal 1996 siamo al fianco di Battibaleno nella sua tradizionale iniziativa per la tutela dei cetacei e la sensibilizzzazione dei diportisti “.

Per favorire una riflessione sul Santuario Pelagos, Battibaleno ha presentato un video della durata di 4 minuti, dal titolo “rifrazioni”. Nato da un’ idea di Alberto Marco Gattoni e realizzato dal regista Sieva Diamantakos, con le musiche dei Port – Royale, il video mette a confronto la terra e il mare. La scrittrice Maria Teresa Arata ha letto alcuni passi tratti dal suo libro “vento di mare..
Perché l’operazione Delphis

Il Mediterraneo ospita una delle più forti concentrazioni di delfini e balene al mondo. Purtroppo questi animali sono spesso minacciati dal comportamento non corretto degli utilizzatori dello spazio marittimo. Il crescente numero di diportisti che prendono il mare (in Italia oggi, si registra una barca ogni settanta italiani contro una ogni cinquemila negli anni ’60), guida Battibaleno e i propri partner verso il massimo impegno possibile per promuovere e sviluppare comportamenti in mare rispettosi delle regole della navigazione e dell’ambiente, responsabili della vita animale presente nel fragile ecosistema mediterraneo.

Il Santuario Pelagos per i mammiferi marini del Mediterraneo è un’area marina protetta internazionale che si estende per circa 90.000 km2 nel Mediterraneo nord occidentale fra Italia, Francia e Sardegna. Le diverse specie di cetacei che vengono regolarmente avvistate nel Santuario trovano nelle sue acque le condizioni ideali per vivere e riprodursi. Nel Santuario si possono osservare le balenottere comuni Balaenoptera physalus, i capodogli Physeter macrocephalus, gli zifii Ziphius cavirostris, i globicefali Globicephala melas, i grampi Grampus griseus, i tursiopi Tursiops truncatus, le stenelle striate Stenella coeruleoalba e i delfini comuni Delphinus delphis. Fra tutte, le stenelle striate sono la specie più abbondante nel Santuario e rappresentano oltre l’ 80% di tutti gli avvistamenti effettuati nel corso degli anni dai partecipanti a Delphis.

Pelagos vuole proteggere non solo i cetacei, ma tutto il delicato equilibrio dell’ecosistema mediterraneo in cui è inserito e dove vivono 580 specie di pesci, 48 di squali, 36 di razze e 5 di tartarughe marine. Le specie vegetali sono 1.289, i molluschi 1.700, le spugne 600, la metà delle quali esclusive di questo bacino. Questo ambiente prezioso e unico sopporta il peso di un’intensa presenza umana: 22 stati si affacciano su questo mare, con 584 città marittime, 750 porti turistici e 286 commerciali, 13 impianti per la produzione di gas, 55 raffinerie, 180 centrali termoelettriche, 112 aeroporti e 238 impianti per la dissalazione delle acque. I demografi stimano che la popolazione di questi stati aumenterà di 20 milioni di unità entro il 2025, mentre ai 175 milioni di turisti che ogni anni frequentano il Mediterraneo nei mesi estivi se ne aggiungeranno altri 137 milioni. Già oggi, su 46.000 chilometri di coste, 20.000 (ossia il 40%) sono stati cementificati, una percentuale che supererà il 50% nel 2025. Gran parte delle aree costiere che si affacciano sul Santuario sono densamente popolate e disseminate di cittadine, con porti di rilevante importanza commerciale e militare e con numerose aree industriali e agricole. Sulle acque del Santuario si affacciano importanti mete turistiche, che portano ad un ulteriore aumento della pressione antropica nei mesi estivi.

Nella comunicazione pubblicitaria dei cantieri nautici, che ha un ruolo fondamentale nella trasmissione della percezione del lusso, l’oggetto del desiderio (la barca) e tutti i suoi attributi di sogno, prestigio, status symbol e qualità connessi all’oggetto, sono inquadrati sempre nel contesto di un mare meraviglioso, e non è per la mancanza d’idee originali da parte del Marketing che non vedremo mai pubblicizzata una barca da sogno solcare una chiazza di petrolio o piuttosto alla fonda in un baia nella quale galleggiano sacchetti di plastica o variopinte sfumature riflesse dal gasolio.

Un mare pulito è la ragione stessa dell’esistenza del settore nautico 

Per questo, la forte espansione negli ultimi anni del settore nautico non deve prescindere dalla tutela dell’ambiente nel quale si inserisce arrecando troppo spesso danno o disturbo alle specie protette che lo popola, ma deve impegnarsi al massimo per sviluppare e diffondere le conoscenze sulla ricchezza di vita presente e promuovere comportamenti responsabili e partecipi alla grande sfida della tutela del mare.

Molto entusiasmo, curiosità e voglia di partecipare alla tutela del mare nei racconti appassionati degli equipaggi di Delphis, conferma la crescita della coscienza individuale e collettiva di molti navigatori verso la sfida della tutela del mare, e c’incoraggia a proseguire nella nostra missione.

Appuntamento a DELPHIS 2007

Associazione Battibaleno 8, via degli Orefici 16128 Genova
Tel/Fax + 39 010 2541608 info@battibaleno.it www.battibaleno.it

 

 

Com. Presse FSecrétariat Permanent : Philippe Robert et Delphine MauricePELAGOS, le Sanctuaire pour les mammifères marins en Méditerranée Le 25 novembre 1999, à Rome, un Accord international pour la création d’un Sanctuaire pour les mammifères marins en Méditerranée est signé par la France, l’Italie et la principauté de Monaco (dépositaire). Cet Accord, ratifié par les trois pays concernés, est entré en vigueur le 21 février 2002.Souhaité au départ par de nombreuses associations de naturalistes et par des biologistes marins, ce Sanctuaire a pour objectif d’instaurer des actions concertées entre les trois pays pour la protection des cétacés et de leurs habitats contre toutes les causes de perturbations : pollutions, bruit, captures et blessures accidentelles, dérangement, etc. L’originalité du Sanctuaire Pelagos réside dans le fait qu’il constitue une zone de gestion tripartite dans un territoire côtier et de haute mer défini comme un “écosystème de grande dimension” d’un grand intérêt scientifique, socio-économique, culturel et éducatif.Depuis 2002, le Sanctuaire PELAGOS est sur la liste des Aires Spécialement Protégées d’Importance Méditerranéenne (ASPIM), en référence à la Convention de Barcelone.

Depuis juillet 2006, cet Accord prend sa véritable dimension internationale avec la mise en place d’un Secrétariat Permanent qui sera basé à terme à Gênes dans le Palais Ducal de la Région Ligurie, mais actuellement encore hébergé à Hyères. Il est chargé de coordonner les actions conduites par les trois Parties et de mettre en place le plan de gestion qu’elles ont adopté en 2004.

En octobre 2006, se réalisent deux réunions tripartites : celle du Comité scientifique et technique à Monaco, et la 3ème conférence des Parties, à Porquerolles.

Ce vaste périmètre maritime est l’affaire de tous, pour démontrer que l’homme est capable, s’il le veut, de développer ses activités professionnelles ou de loisir de manière raisonnée et dans le respect des espèces et des milieux.

Secrétariat Permanent : Philippe Robert et Delphine Maurice,

Coordonnées provisoires: philippe.robert@espaces-naturels.fr etdelphine.maurice@espaces-naturels.fr  (00 33 4 94 00 78 55).

Le Sanctuaire représente une superficie de 87.500 km² avec 2022 km de linéaire côtier.

UN MARE PER AMICO

BATTIBALENO collabora attivamente alla campagna di sensibilizzazione del Ministero per l’Ambiente e della Difesa del Territorio: 

UN MARE PER AMICO”.


La campagna “UN MARE PER AMICO”, destinata agli alunni e agli insegnanti delle 11.000 Scuole Elementari nazionali , è stata promossa dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio attraverso la Direzione per la Conservazione della Natura e la Direzione per la Difesa del Mare.


 

 

BATTIBALENO PARTECIPA ALLA 1a CONFERENZA INTERNAZIONALE SUL TURISMO

 

(Genova, 20-21 settembre 2004)

Il Santuario dei Cetacei come occasione di tutela 
e di sviluppo economico

Il Santuario per i cetacei – di fatto l’area marina protetta più grande d’Italia e del Mediterraneo – è l’occasione migliore per dimostrare che la tutela della biodiversità marina comporta benefici a tutti

Santuario per i cetacei e whale watching ecosostenibile: vantaggi per l’economia del turismo e vantaggi per l’ambiente

L’azione di tutela dei cetacei e del loro habitat può contare su un’arma di persuasione molto efficace. Si tratta del whale-watching, pratica turistica diffusa nelle aree dei santuari, con un impatto ambientale basso e ricavi in miliardi di Euro annui, derivati anche dal fiorire di strutture alberghiere, di ristorazione, produzione di gadget e souvenir tipici, nel rispetto delle balene e dell’identità locale.

I Santuari oCONFERENZA INTffrono un’opportunità unica per promuovere la conservazione delle specie e le attività di ricerca nel rispetto degli animali, quali le spedizioni periodiche per censire le specie, identificare e fotografare i singoli esemplari e monitorare le condizioni dell’ambiente.
La pratica del whale watching sempre più diffusa e sempre più ricercata da coloro che desiderano ammirare la bellezza di questi animali nasce in California nel 1955 per raggiungere, negli anni ’80, Australia, Nuova Zelanda, Canarie, Giappone ed altre nazioni. Nel corso degli anni ’90, questo andamento è andato crescendo, raggiungendo un tasso di diffusione del 12.1% annuo. Oggi, gli stati costieri dove si pratica il whale watching incassano da quest’attività 1 miliardo di dollari ogni anno, ecco perché viene ormai praticato in oltre 87 nazioni da oltre 9 milioni di persone all’anno Questa pratica, purché condotta nel pieno rispetto degli animali, può effettivamente combinare la conservazione delle balene con i benefici economici per le comunità locali. Gli operatori, ad esempio, devono assicurarsi che gli esemplari vengano avvicinati nel modo appropriato ed osservati ad una distanza di sicurezza. Se questo approccio cauto sarà alla base dell’attività del whale-watching, contribuirà a promuovere la conservazione degli ambienti marini, fornirà informazioni importanti sulle popolazioni di balene e porterà benefici alle comunità attraverso il turismo.

Santuari per cetacei e whale-watching

Tra le misure “istituzionali” volte al controllo della caccia ai cetacei, la Commissione baleniera internazionale ha designato aree di protezione in cui le popolazioni di balene possono riprodursi, nutrirsi e proseguire nel loro lento cammino di ripopolamento della specie. Il primo santuario fu creato in Antartide nel 1938. In questo settore non aveva ancora preso piede la caccia a scopi commerciali dei cetacei, e l’istituzione del santuario mirava a mantenere la condizione di immunità per le balene che popolavano quelle acque. Il santuario fu mantenuto fino al 1955, quando l’area fu riaperta alla caccia per tre anni, per ridurre l’incidenza della mattanza nel resto dell’Antartico. Seguì poi nel 1979 il santuario dell’Oceano Indiano, che protegge i luoghi dove tre quarti delle balene del mondo si recano per nutrirsi.
Nel 1993 in Italia è stato istituito il Santuario per i cetacei nel Mediterraneo occidentale.


I Santuari offrono un’opportunità unica per promuovere la conservazione delle specie e le attività di ricerca nel rispetto degli animali, quali le spedizioni periodiche per censire le specie, identificare e fotografare i singoli esemplari e monitorare le condizioni dell’ambiente oceanico.

Tuttavia, nonostante gli indiscutibili benefici dei santuari, ogni anno, ad ogni nuova riunione della Commissione Europea, le nazioni baleniere spingono per l’abolizione di questi santuari, o per la loro momentanea sospensione.


La situazione nel mondo: qualche esempio

Il Sud Africa presenta diverse aree marine protette, molte delle quali contengono habitat di mammiferi marini. Più di 20 aree marine protette sono visitate di stagione in stagione dalla balena franca australe (Eubalaena australis), 13 dalle megattere (Megaptera novaeangliae), 12 dalla susa pacifica (Sousa chinensis), 2 dal cefalorinco di Heaviside (Cephalorhynchus heavisidii), 15 dal delfino comune (Delphinus delphis), 2 dal lagenorinco scuro (Lagenorhynchus obscurus), 19 dal tursiope (Tursiops truncatus).

In Sud Africa il whale watching ha avuto un grande impulso a partire dalla metà degli anni ’90; in particolare le riserve marine di Walker Bay e di DeHoop sono punti di avvistamento eccezionali per l’osservazione in natura dei Cetacei.
Il Senegal è da sempre impegnato nella conservazione della natura coi suoi parchi nazionali, due dei quali sono importanti per la salvaguardia dei mammiferi marini. Il Parco Nazionale di Oiseaux du Djouji e il Parco Nazionale del delta del Saloum hanno entrambi gli habitat del lamantino africano (Trichechus senegalensis), e l’ultimo include le acque abitate dalla susa atlantica (Sousa teuszi).
L’Australia rappresenta un esempio invidiabile per la conservazione dei Cetacei, con la più grande rete al mondo di Santuari per i Cetacei, una rete istituita nel 1994 e che si estende su una superficie oceanica di oltre 30 milioni di kmq e che vede l’accordo di ben 11 nazioni del Pacifico. In particolare il Santuario australiano è il più vasto al mondo con i suoi 8,6 milioni di kmq. La rete dei Santuari del Sud Pacifico alimenta un volume di affari, legato all’industria del turismo e del whale watching, che nella sola Australia raggiunge i 42,5 milioni di dollari all’anno.

Il Canada ha istituito nell’area del fiume di S.Lorenzo in Quebec un Parco Marino Nazionale per la salvaguardia dei beluga (Delphinapterus leucas) e un’area marina protetta nel Gully (Canada orientale) per la conservazione dell’iperodonte boreale (Hyperoodon ampullatus) che si alimenta in queste acque.
Tra le aree protette istituite negli Stati Uniti, ricordiamo i Santuari marini delle Isole Channel in California, per la protezione di diverse specie di mammiferi marini tra cui le otarie, e il Santuario Nazionale per la salvaguardia delle megattere (Megaptera novaeangliae).

Inoltre sono state designate delle Aree Speciali per la Conservazione dei Cetacei, in particolare i tursiopi (Tursiops truncatus) nell’estuario del fiume Shannon in Irlanda e nella baia di Cardigan e Moray Firth in Gran Bretagna.

Islanda e whale watching

Oggi, mentre alcuni governi – un tempo dediti alla caccia – fra cui il Brasile, l’Australia, la Nuova Zelanda ed il Sud Africa, hanno abbracciato l’idea di fare del whale watching la sola ed unica alternativa sostenibile alla caccia commerciale, l’Islanda ha già invece annunciato la ripresa della caccia in acque dove fino all’agosto del 2003 le balene venivano “solo” osservate. All’inzio del 2003, l’Islanda, tornata a far parte dell’IWC nel 2002 con una riserva sulla moratoria, ha annunciato la propria intenzione di avviare nel 2004 un programma di ricerca “scientifica” che prevede l’uccisione di 100 balenottere minori, 100 balenottere comuni e di 50 esemplari di balenottera boreale. Nell’estate del 2003 sono stati uccisi i primi 38 esemplari. Simili piani sono stati già fortemente criticati dalle associazioni di whale watching, fra cui l’importante Icelandic Tourist Industry Association (ITIA) che annovera fra i propri membri anche l’Icelandair.

Eppure, anche in Islanda, il whale watching ha portato finora maggiori introiti di quelli della caccia alle balene, basti pensare che solo nell’anno 2002 sono stati incassati oltre 16 milioni di dollari, almeno quattro volte ciò che generò annualmente l’attività di caccia “scientifica” condotta da questa nazione tra il 1985 ed il 1989.

Per quanto riguarda l’Europa, oltre al Santuario dei Cetacei istituito nel Mar Mediterraneo, esistono santuari speciali dedicati alla conservazione dei Cetacei in Irlanda ed in Germania nel Mare di Wadden.

Paesi in via di sviluppo e whale watching

Lo sviluppo del whale watching a Vava’u (un arcipelago di isole nell’oceano Pacifico meridionale appartenenti al più importante di Tonga) fornisce un esempio di come possa apportare sostanziali benefici economici alle comunità anche in quelle nazioni considerate in via di sviluppo. Nel 1998, a Vava’u il whale watching, generò 58.000 dollari d’indotto, mentre indirettamente la spesa per il soggiorno dei visitatori raggiunse e superò il milione di dollari a stagione.

Coloro che operano nel turismo a livello locale sostengono con forza il whale watching. Nel 1999, da un sondaggio fra i cittadini dell’isola, risultò che il 62% avvertiva le balene come esseri viventi “estremamente importanti” per il turismo a Vava’u, un 30% le considerava “importanti” e solo l’8% ha affermato di non considerare la loro presenza utile al turismo. In tutta la regione, la speranza dalla popolazione riposta nelle balene, ha alimentato la crescita di un forte sentimento d’opposizione alla caccia commerciale. Operatori turistici ed esperti di whale watching sono d’accordo nell’affermare con forza che l’eventuale ritorno nella caccia a Tonga avrà conseguenze devastanti sul turismo e sull’intera economia delle isole.
I turisti che visitano questi luoghi fanno da eco alla contrarietà nutrita nei confronti della caccia commerciale – il 74% si definsce “fermamente contrario” ed il 21% “contrario”. Il 26% afferma, infatti, che proverebbe meno interesse verso un Paese che caccia le balene mentre, per il 52% degli intervistati, questo costituirebbe un vero ostacolo all’organizzazione di una vacanza proprio in quel luogo. Da sondaggi analoghi condotti in altre nazioni in cui si pratica whale watching, è emerso come quest’attività sia del tutto incompatibile con la caccia commerciale.

LA SITUAZIONE NEL MEDITERRANEO

Il Mediterraneo è il più grande mare “chiuso” del mondo: 2,5 milioni di kmq. In esso vivono circa 900 specie di pesci e circa 400 specie di piante marine. Il mediterraneo ospita un altissimo numero di specie endemiche (circa il 20%), paragonabile a quello dei mari tropicali. Attualmente meno dell’1% delle sue coste è protetto.

Nei nostri mari vivono numerose specie di Cetacei: stenella striata, delfino comune, tursiope, grampo, steno, pseudorca, globicefalo, zifio, la balenottera minore, l’orca, la balenottera comune, il capodoglio.
Una delle specie più interessanti è sicuramente la balenottera comune, un gigante del mare conosciuto fin dai tempi più antichi. Si è scoperto che la popolazione presente nel Mediterraneo è “isolata” rispetto a quella atlantica, poichè, anche se qualche esemplare attraversa lo Stretto di Gibilterra, non incide sulla popolazione residente.

Non c’è un censimento preciso sul numero di esemplari che vivono nel bacino Mediterraneo: l’unica stima disponibile riguarda soltanto il bacino Corso-Ligure-Provenzale e il Mediterraneo occidentale e limitatamente al periodo estivo, ottenuta ogni anno attraverso l’operazione Delphis, manifestazione nautica internazionale che Battibaleno organizza puntualmente dal 1997. In generale non si conosce la situazione delle popolazioni di cetacei ed è anche per questo motivo acquisire informazioni su altri siti di alimentazione nel Mediterraneo, oltre ad avere un’alta valenza scientifica è di fatto una buona notizia per il futuro delle balenottere, delle altre specie di Cetacei e per la fauna marina nel suo complesso.

Nel Mediterraneo, appena l’1% dei mari del pianeta, si concentra il 28% del traffico mondiale di petrolio, ovvero 300 petroliere che rilasciano complessivamente una scia nera di 2.800 tonnellate di petrolio al giorno, equivalenti a 15 “Prestige” (la petroliera affondata in Galizia) ogni anno. Si tratta di 280 scarichi illeciti al giorno mentre quelli scoperti dall’Agenzia Spaziale Europea (Esa) nel solo 1999 tramite satellite sono stati 1.638, che equivalgono a 17.000 kmq. di petrolio sversato in mare, tre volte la superficie della Corsica”. Solamente a Genova vengono sbarcate ogni anno diciotto milioni di tonnellate di greggio e derivati.

Purtroppo, nonostante la crescente conoscenza acquisita sulle minacce ai Cetacei, le iniziative rivolte alla loro protezione riguardano meno del 3% delle aree protette in tutto il mondo. La maggior parte delle iniziative di conservazione sono guidate da logiche di opportunità economica. Se negli ambienti terrestri la caccia e l’industria del turismo hanno spesso spronato le attività di conservazione, nell’ambiente marino la maggior parte delle pressioni economiche deriva dall’indebolimento dell’industria della pesca. Di conseguenza la maggior parte delle istanze di conservazione degli ambienti marini è legata alla ripresa della pesca. Una delle critiche maggiori all’istituzione delle aree marine protette in generale, e delle aree riservate alla protezione dei mammiferi marini in particolare, è quella di essere dei “parchi sulla carta”, cosa che da un lato dà la falsa sensazione di un successo in termini di conservazione e dall’altro deriva dalla mancanza di una regolamentazione e di una vigilanza di tali santuari.


BATTIBALENO è un’associazione no-profit per la tutela dell’ambiente mediterraneo, creata nel Luglio 1995, nella vocazione di migliorare le conoscenze e la percezione di balene e delfini regolarmente avvistati nel Mediterraneo. Il nostro fine è preservare il loro ambiente naturale, imparando a conoscere ed amare questi animali attraverso lo spirito sportivo della navigazione, nel rispetto delle sue regole, della vita di bordo e dell’ambiente.

BATTIBALENO, senza mai superare le proprie sfere di competenza, ed evitando le posizioni eccessive, si leva in difesa di balene, delfini, tartarughe ed altre innumerevoli specie animali , spesso vittime dell’attività umana esercitata con violenza e arroganza.


 

Allarme ecologico nel mar Ligure

Macchia oleosa nel santuario dei cetacei composta da idrocarburi e catrame, probabilmente proviene dal lavaggio delle cisterne di una nave al largo


GENOVA – Allarme ecologico nel mar Ligure, proprio nella zona del Santuario per i cetacei: una grande macchia oleosa, probabilmente proveniente dal lavaggio delle cisterne di una nave in navigazione, è stata avvistata martedì nelle acque antistanti Voltri, a Genova, nell’area ricompresa dal Santuario per i cetacei.

Nella chiazza si è imbattuta anche l’imbarcazione a vela dell’ associazione ambientalista «Battibaleno».

IDROCARBURI E CATRAME – La macchia inquinante, composta da idrocarburi e catrame, spinta dal vento di scirocco, è finita sulla costa. Secondo l’associazione “Battibaleno” «il danno ecologico è incalcolabile». La chiazza è stata bonificata dalla Capitaneria e la zona è pattugliata dalle motovedette per accertare l’ eventuale presenza di residui oleosi. Nei prossimi giorni, l’associazione «Battibaleno» ha reso noto di voler effettuare nuove spedizioni in mare per valutare l’ impatto sui cetacei del catrame sversato in mare.

IL WWF: «TROPPE PETROLIERE NEL MEDITERRANEO» – Il Wwf in occasione dell’ennesima chiazza oleosa nel Mar Ligure, probabilmente proveniente dal lavaggio delle cisterne di una nave, rilancia l’allarme: «Nel Mediterraneo, appena l’1% dei mari del pianeta si concentra il 28% del traffico mondiale di petrolio, ovvero 300 petroliere che rilasciano complessivamente una scia nera di 2.800 tonnellate di petrolio al giorno, equivalenti a 15 “Prestige” (la petroliera affondata in Galizia) ogni anno».

http://www.primocanale.it/video/macchia-di-idrocarburi-in-mare-7986.html

http://www.corriere.it/Primo_Piano/Cronache/2004/08_Agosto/03/macchia.shtml


 

 

 

 

 

 

 

 

 


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